Mercurio nell’amalgama dentale: quando le otturazioni possono diventare dannose

Quello dell’amalgama dentale è un tema caldo in odontoiatria. Per amalgama si intende il materiale che, fino a poco tempo fa, era largamente utilizzato per le otturazioni. Si tratta di una lega metallica composta da argento, rame e zinco, miscelati con il mercurio liquido. Per via del suo colore, molto simile a quello dell’argento, è anche definita “argento dentale” o “piombatura”.

Proprio a causa della presenza del mercurio al suo interno, nel 2007 l’UE ha emanato una legge che regolamenta l’uso dell’amalgama, impendendone la posa in soggetti con allergie e gravi patologie, in donne in gravidanza e in allattamento, e nei bambini sotto i 15 anni.

Amalgama dentale: è pericoloso?

Sono tantissimi i soggetti che presentano questo tipo di otturazione, nettamente distinguibile da quelle più moderne per il colore grigiastro che conferisce ai denti, dato dalla corrosione dell’amalgama e dalla penetrazione dei metalli nel dente.

Aldilà dell’aspetto estetico poco piacevole che l’amalgama può conferire alla dentatura, resta il fatto, di cui ancora poco si parla, che può provocare danni irreparabili all’organismo.

Il mercurio, infatti, ha sempre avuto molti vantaggi pratici in odontoiatria: è facile da lavorare, assicura una riparazione veloce della carie ed è economico per il paziente, ma altamente tossico per l’organismo umano.

Quali sono i sintomi di una intossicazione da mercurio?

Attraverso il processo della corrosione, dovuta sia alla masticazione che agli acidi presenti all’interno della bocca, il metallo penetra nell’organismo sotto forma di vapori, ed espone il soggetto a grossi rischi: dall’intossicazione a patologie tumorali.

Tra i principali sintomi generici troviamo fatica cronica, cefalea o emicrania, variazioni di peso, mancanza di appetito, sete eccessiva, anemia e insonnia. Nei casi più gravi, invece, si possono presentare anche difficoltà respiratoria, vuoti di memoria, infertilità, insufficienza renale, caduta dei capelli, infezioni frequenti e sviluppo di intolleranze.

La severità dei sintomi dipende dallo stato di salute del paziente, dal numero di otturazioni applicate e dalla loro condizione.

È raro che l’amalgama dentale arrivi a produrre sintomi così gravi, soprattutto se si considera che il mercurio contenuto in esso rappresenta una minima parte del composto, ma è sempre bene mantenere la salute dei denti, e la propria, sotto controllo e rivolgersi ad un medico tempestivamente se si notano sintomi anche lievi.

Quando è necessario rimuovere l’amalgama dentale? 

Se l’otturazione con il passare del tempo si usura, si rompe, provoca fastidio o dolore e sviluppa infezioni, significa che è giunto il momento di rimuoverla.

In genere, è sempre consigliato fare visite di controllo delle otturazioni, anche in assenza di particolari disturbi, e soprattutto se si tratta di otturazioni in mercurio che richiedono quindi qualche attenzione e della manutenzione in più.

L’amalgama può essere rimosso anche per motivi estetici, quando il colorito grigiastro che il dente tende ad assumere inizia a risultare spiacevole e si vuole intervenire con uno sbiancamento.

Si può eliminare la vecchia otturazione, infine, per motivi di sicurezza, per passare ad un composito di nuova generazione non nocivo e più sostenibile per la salute. Eliminando il mercurio vengono meno così anche i rischi associati alla tossicità di questo metallo.

L’amalgama si può rimuovere senza rischi per la salute?

Grazie alle moderne tecnologie, si sono sviluppati strumenti e tecniche che consentono al dentista di rimuovere l’amalgama limitando il livello di esposizione ai vapori di mercurio da parte del paziente. Oggigiorno si ricorre:

  • All’aspirazione forzata dei vapori
  • Ad una diga in gomma che permette di isolare le mucose della bocca e ridurre la possibilità di deglutizione del metallo
  • A frese specifiche che facilitano la rimozione dell’otturazione in un solo blocco, riducendo i tempi di esposizione
  • A separatori di amalgama che consentono di separare i residui di amalgama asportati per poi smaltirli

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