Tecniche di rigenerazione ossea dentale: ecco quali sono le principali

La rigenerazione ossea è una moderna tecnica chirurgica odontoiatrica che permette di ricostituire il tessuto osseo nei pazienti che l’hanno perduto a causa di traumi o di parodontite grave. Le tecniche di rigenerazione ossea sono diverse, ma l’obiettivo che le accomuna è quello di ottenere una quantità di osso sufficiente all’inserimento di impianti dentali per un ripristinare in modo definitivo il sorriso del paziente.

Le tipologie di rigenerazione ossea dentale

Oggi esistono molteplici tecniche che permettono di inserire impianti anche dove l’osso è scarso e si dividono essenzialmente in tre tipologie, che vedremo nel dettaglio, e che a Zenadent vengono eseguite in sedazione cosciente.

Rigenerazione con membrane riassorbibili

La tecnica con membrane riassorbibili ha lo scopo di favorire la rigenerazione ossea evitando il proliferare di cellule provenienti dalla gengiva, che rispetto a quello ossee crescono molto più velocemente.

Viene utilizzata in caso di difetto osseo con componente orizzontali, cioè difetti di spessore in cui si avrebbe l’altezza necessaria per inserire un impianto ma non la larghezza.

Questa tecnica prevede l’applicazione di una membrana riassorbibile che viene fissata attraverso micro pin in titanio, al di sotto della quale viene posizionato l’innesto osseo particolato composto da osso sintetico e osso del paziente.

Questa tecnica, definita Sausage Technique e brevettata dal prof. Istvan Urban di Budapest di cui il dott. Fabio Schirripa è stato allievo, permette un’ottima rigenerazione dei difetti orizzontali nell’arco di 6 – 9 mesi, dopo i quali è possibile inserire gli impianti.

In questo caso la membrana sarà completamente riassorbita e non sarà necessario rimuovere altro se non i pin in titanio, qualora necessario.

Rigenerazioni con membrane non riassorbili

La rigenerazione con membrane non riassorbibili si svolge, anche in questo caso, con l’utilizzo di membrane che servono a separare l’innesto osseo dalla gengiva, per favorire la rigenerazione delle cellule ossee e viene utilizzata per correggere difetti maggiori rispetto a quelli che possono essere curati con le membrane riassorbibili, in particolare nel caso di difetti che abbiano componente orizzontale, verticale (cioè quando potrebbe esserci lo spessore per inserire un impianto, ma manca l’osso in altezza) o che le presentino contemporaneamente entrambe.

Questa tecnica permette di rigenerare qualunque tipo di difetto, anche quelli che un tempo si ritenevano impossibili da risolvere.

In questi casi si procede con l’applicazione della membrana non riassorbibile politetrafluoroetilene espanso (PFTE), di solito rinforzata con un’anima in titanio, e poi fissata con pin in titanio o microviti.

Al di sotto di essa viene posizionato l’innesto osseo particolato.

Dopo 9 mesi si procede con la rimozione della membrana, dei pin e delle viti di fissaggio, e si può quindi considerare completato l’intervento di rigenerazione ossea per poi procedere all’inserimento degli impianti.

Rialzo del seno mascellare

Questa metodica, ampiamente descritta in campo odontoiatrico, prevede l’inserimento di innesti di particolato osseo all’interno dei seni mascellari, previo scollamento della membrana che li riveste.

Si tratta di una tecnica molto utilizzata soprattutto in caso di mancanza di denti da lungo tempo nelle zone posteriori del mascellare superiore.

Questa tecnica di rigenerazione ossea si svolge attraverso la realizzazione di una piccola botola che permette di accedere all’antro mascellare, da dove poi viene sollevata la membrana. A questo punto, la cavità realizzata tra la base del seno mascellare e la membrana viene riempita con particolato osseo che favorirà la formazione di nuovo osso.

Se l’osso residuo è sufficiente è possibile inserire contestualmente gli impianti. In caso contrario è necessario attendere 9 mesi circa, dopo i quali sarà possibile procedere con l’intervento implantologico.

Altre procedure rigenerative

Split-crest

Letteralmente, è una procedura che permette di dividere in due una cresta ossea molto sottile e contestualmente inserire al suo interno uno o più impianti.

Magnetic-Mallet

È uno strumento magnetico estremamente efficace e delicato realizzato dall’azienda tedesca Meta. È costituito da un manipolo su cui vengono applicati espansori ossei calibrati che agiscono sotto impulso magnetico. Permette di inserire gli impianti in zone con quantità di osso ridotta, soprattutto le aree dei seni mascellari effettuando dei veri e propri mini-rialzi, senza la necessità di manovre rigenerative come i rialzi del seno o le espansioni di cresta (effettuate quando l’osso è molto sottile).

PRGF e fattori di crescita

Brevettata dal dott. Eduardo Anitua di Bilbao, di cui il dott. Fabio Schirripa è stato allievo, la tecnologia PRGF-endoret permette di realizzare membrane direttamente con il sangue prelevato dal paziente, soprattutto al fine di accorciare i tempi di guarigione dei tessuti.
La tecnologia PRGF, in particolare, sfrutta i fattori di crescita per la rigenerazione ossea presenti nelle nostre piastrine e viene utilizzata in tutti i campi della chirurgia, dal trattamento dell’occhio a quello dei muscoli. Nel campo della rigenerazione ossea odontoiatrica e in particolare negli aumenti ossei orizzontali e verticali è utilizzata come coadiuvante nelle procedure d’innesto.

I tempi della rigenerazione ossea dentale

Un intervento di rigenerazione ossea ha durata variabile in base alla tipologia di procedura e alla difficoltà del difetto da trattare.

Solitamente un intervento per la rigenerazione di un difetto osseo orizzontale o verticale dura in media 2 ore, durante le quali il paziente si trova in stato di sedazione cosciente.

Generalmente i tempi di guarigione per la rigenerazione ossea sono stimati mediamente in 6 mesi.

Casi risolti: rigenerazione ossea con membrana riassorbibile per Elena

Elena è una nostra paziente di 65 anni che si è rivolta a noi dopo un grave trauma che aveva provocato l’infezione dei tessuti duri e molli e la conseguente necessità di rimuovere il dente. Nel suo caso, quindi, abbiamo risolto il problema attraverso un intervento di rigenerazione ossea con membrana riassorbibile in collagene e particolato osseo.

Successivamente, una volta riacquisito il volume osseo iniziale, Elena si è sottoposta ad un intervento di implantologia dentale che le ha permesso di ripristinare l’incisivo laterale superiore con corona realizzata in zirconia supertranslucente.

In poco più di 6 mesi, Elena ha recuperato la completa funzionalità della sua bocca ed è tornata a sorridere con serenità.

Autore: Fabio Schirripa

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