Palato ogivale

Il palato ogivale è meglio conosciuto come “palato stretto” e consiste in una malformazione della cavità orale molto diffusa nei bambini, soprattutto in quelli che hanno usato il ciuccio per molto tempo o che hanno l’abitudine di succhiarsi il dito.

Il palato ogivale è, infatti, stretto e incavato verso l’altro, ed è caratterizzato da un’accentuazione dell’altezza dell’osso mascellare superiore che rendere difficoltose alcuni funzioni come la respirazione e la masticazione. Tra i disturbi che il palato ogivale comporta ci sono anche:

  • L’affollamento dentale
  • La deviazione della mandibola
  • Difficoltà respiratorie (se il palato è stretto, passa meno aria dal naso e si è costretti a respirare dalla bocca)
  • Difficoltà di pronuncia

Non solo il ciuccio è da annoverare tra le cause di questo problema. Anche le adenoidi ipertrofiche, la sindrome di Marfan e la tonsillite possono essere la causa di un palato ogivale, insieme ad alcune cause genetiche come una postura bassa della lingua, il frenulo linguale corto o difficoltà motorie della lingua.

Il palato ogivale è un problema semplice da risolvere, se riconosciuto in tenera età e trattato tra i 5 e i 7 anni. Per farlo, si ricorre ad un mezzo meccanico chiamato interruttore palatale o estensore, che si ancora ai molari posteriori e spinge verso l’esterno della bocca per allargare gradualmente l’osso del palato. Questo tipo di trattamento non è efficace sugli adulti perché l’osso è già completamente sviluppato e si può allargare solo in minima parte. Per questo è essenziale riconoscere il problema quando il soggetto è ancora molto giovane, attraverso un controllo dal dentista.