Nuove tecnologie: gli obiettivi di Zenadent!

Cos’ è? Questa è la prima domanda che viene in mente guardando questa cosa, quest’oggetto a chi, come la maggior parte di voi, e molto spesso di noi, non è del mestiere.

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Cos’è?

Beh, quello che vedete è un modello stampato in articolazione della mezza bocca di un nostro paziente, con all’interno l’analogo di un impianto e la gengiva separata. Per ottenerlo servono semplicemente uno scanner intraorale del valore di circa 50mila euro, software per altri 20 mila e aggiornamenti annuali per circa 4 mila, una stampante 3D (la nostra ne costa 5 ed è molto efficiente), circa 10 anni di studio e ricerca sul campo con almeno 40 di esperienza odontoiatrico-odontotecnica maturata. Un grande lavoro per un risultato che apparentemente potrebbe sembrare minimo.

Come funziona?

Con lo scanner scannerizziamo la bocca del nostro paziente là dove è inserito l’impianto o gli impianti. Dopodiché la scansione viene elaborata da un software e il modello virtuale viene reso reale dalla stampante 3D. La stampante realizza, oltre che il duplicato della bocca del paziente con all’interno gli impianti, la gengiva, che può essere rimossa e riposizionata per effettuare un lavoro estremamente preciso.

A cosa serve?

Questa tipologia di modello così precisa ci servirà per creare uno o più denti nuovi per i nostri pazienti, sempre tramite un processo digitale di scansione software assistita. Utilizziamo le tecnologie più moderne perché sono quelle che consentono di ottenere i risultati più precisi, non si incorporano errori come nel metodo di lavoro tradizionale e si giunge, in un unico passaggio al restauro definitivo. Inoltre il comfort per il paziente è assoluto, senza alcun fastidio è possibile eseguire una scansione che avviene in modo automatico, rapido e indolore.

È un metodo di lavoro ormai diffuso e assodato?

Purtroppo no. Per arrivare a quei due piccoli pezzi di plastica e al loro concentrato ultratecnologico, il lavoro e la dedizione nonché gli investimenti in termini oltre che di fatica ed economici, sono enormi. Di conseguenza a lavorare così sono in pochi e, tra quei pochi, noi siamo orgogliosi di esserci e farne parte attivamente nel nostro lavoro quotidiano.

Per questo ringrazio prima di tutto i nostri pazienti, coloro che ci seguono, comprendono ciò che facciamo per loro e quindi ci supportano. Ringrazio poi mio papà. Oggi è da un anno che non c’è più e senza di lui nessuno di noi sarebbe qui.

Buon Natale a tutti!

Dott. Fabio Schirripa