Parodontite: come curarla prima che degeneri

La parodontite è una malattia degenerativa solitamente causata da un’infiammazione batterica che porta alla distruzione di tessuti che supportano il dente, in particolare delle gengive e dell’osso.

Non curare questo disturbo già dalla comparsa dei primi sintomi, significa incorrere nel rischio di perdere completamente il dente. Il tessuto perso attorno al dente, infatti, non può essere recuperato se non in maniera minima e con procedure che non sempre portano a un vero e proprio successo, e proprio per questo è importantissimo intervenire velocemente, prima che la patologia raggiunga lo stadio avanzato.

Con strumenti diagnostici come la tac tridimensionale oggi è possibile rilevare il problema con maggiore accuratezza rispetto al passato. Siccome prevenire è meglio che curare, vediamo insieme quali sono i vari sintomi della parodontite, gli stadi, le tipologie e l’associazione con altre malattie.

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I sintomi

Generalmente i primi sintomi della parodontite sono il dolore, il gonfiore e il sanguinamento gengivale, singolarmente o anche tutti e tre allo stesso tempo. Un particolare importante della parodontite è che può colpire un dente, una singola parte di un dente o tutti i denti contemporaneamente. A seconda della gravità acquisisce diverse denominazioni ma quella che più ci interessa è quella cronica dell’adulto, che se trascurata può portare alla perdita dei denti.

Il sanguinamento gengivale

Il sanguinamento gengivale è uno dei primi sintomi della parodontite. Spesso si tende ad attribuire questa circostanza ad una semplice gengivite, e molte volte è proprio così, ma anche questa problematica, se trascurata, può evolvere in una vera e propria parodontite. Una corretta igiene orale, quindi, è il primo passo da compiere quotidianamente per evitare questa patologia.

Esistono comunque a anche forme di parodontite senza sanguinamento, che possono presentarsi anche in maniera grave. Di solito sono associate a sostituzione dell’osso di sostegno del dente con tessuto di granulazione. Anche per questo motivo è indispensabile rivolgersi al proprio dentista di fiducia almeno due volte all’anno per un’approfondita pulizia dei denti che può aiutare anche a diagnosticare la parodontite fin dai primi momenti.

La parodontite è dolorosa?

Il dolore si associa spesso alla parodontite poiché l’azione dei batteri nei tessuti di sostegno dei denti causa un processo infiammatorio di cui il dolore è, appunto, solo uno dei sintomi.
Nel trattamento della parodontite spesso è necessario ricorrere ad antibiotici e antinfiammatori, anche nei casi in cui non è previsto un intervento chirurgico per risolverla.

Paradontite e alitosi

La parodontite si associa spesso ad alitosi in quanto responsabili della parodontite sono i batteri che costituiscono la placca. Depositandosi sui denti ed intaccando le gengive, infatti, generano cattivo odore.

Parodontite apicale

La parodontite apicale è il cosiddetto granuloma, ovvero una neoformazione di tessuto di granulazione molle, che si forma all’apice delle radici dei denti e ai danni dell’osso quando un dente viene devitalizzato in maniera incongrua. I denti devitalizzati bene, infatti, hanno i canali sigillati da cima a fondo (apice), ma quando il canale non è deterso e sigillato a dovere nella parte apicale, l’organismo crea il granuloma, per evitare che i batteri se ne vadano in giro per il corpo. I granulomi possono essere di svariate dimensioni e sono generalmente asintomatici. Quando diventano molto grandi, evolvendo in taluni casi in vere e proprie cisti, iniziano a dare fastidio e spesso compromettono la stabilità del dente.

Per questo è importante una diagnosi precoce, realizzabile con controlli periodici a mezzo TAC 3D che permettono di prendere in tempo la patologia. Un granuloma di piccole – medie dimensioni può ancora essere trattato con una terapia canalare che spesso ha successo.

Quando è grande, il dente deve essere rimosso e rimpiazzato con un impianto. Spesso questa procedura si associa anche a rigenerazione ossea perché a volte il granuloma crea un danno osseo che coinvolge la parete davanti (vestibolare) del dente che deve essere nuovamente ricreata.

Tasche gengivali

Le tasche sono una delle manifestazioni a cui si associa la parodontite. Si verificano in genere tra due denti e possono essere dovute a due fattori:

  • ipertrofia gengivale dovuta ai batteri
  • perdita d’osso e aumento dello spazio tra osso e gengiva

Se lievi, possono essere curate con miglioramento dell’igiene orale e risciacqui a base di clorexidina, soprattutto nel caso dell’ipertrofia. Nei casi gravi, invece, s’impone una terapia chirurgica che consiste nella rimozione del tartaro e della placca batterica nelle tasche gengivali, per asportare il tessuto malato. In casi ancora più gravi è necessario aprire un lembo gengivale e ripulire l’osso dal tessuto di granulazione.

Recessioni gengivali

Le recessioni gengivali si verificano quando la gengiva progressivamente si ritira scoprendo prima il colletto del dente, poi la radice.

I sintomi sono generalmente sanguinamento della gengiva e sensibilità dentale al caldo ma soprattutto al freddo. Questo avviene perché la gengiva ritirandosi lascia scoperta una parte del dente piena di terminazioni nervose e non ricoperta da smalto, il cosiddetto cemento.

Le recessioni possono essere causate da spazzolamento dentale errato e in questi casi, se non troppo accentuate, si risolvono spontaneamente semplicemente modificando la tecnica di spazzolamento o ricorrendo a uno spazzolino a ultrasuoni.

Nei casi in cui invece la causa sia la parodontite e la recessione appaia profonda il trattamento è di tipo chirurgico. Le possibilità sono svariate, ma le tecniche più utilizzate sono:

  • un lembo gengivale che ricopra la recessione
  • un innesto di tessuto connettivo.

Una curiosità:
un tempo gli innesti gengivali erano necessariamente prelevati dal palato del paziente. Oggi invece si utilizzano matrici cellulari sintetiche che favoriscono una ottima guarigione e consentono di effettuare un intervento molto meno invasivo e confortevole per il paziente. Ricordiamo comunque che da Zenadent, tutti gli interventi chirurgici sono eseguiti in sedazione cosciente, grazie alla quale viene annullata la percezione del dolore e del tempo e chiunque può affrontare qualunque tipo di intervento finalmente senza alcun timore.

I tipi di parodontite

Lieve o leggera

Nella fase iniziale la parodontite si manifesta con sanguinamento e arrossamento della gengiva.

La parodontite lieve è importante che venga diagnosticata in quanto può essere scambiata con semplice gengivite, mentre esistono segni soprattutto radiologici che possono evidenziarla, come aree di lieve perdita ossea o slargamenti dello spazio parodontale con iniziale danno al legamento che tiene unito il dente all’osso. In questi casi serviranno sedute di igiene orale professionale periodiche e un consistente miglioramento dell’igiene orale, con sciacqui giornalieri a base di clorexidina.

Grave e complicata

Quando la parodontite è grave e complicata si assiste a fenomeni di evidente gonfiore e sanguinamento, accompagnati da mobilità dentale, tasche gengivali e riassorbimenti ossei orizzontali e verticali. In questi casi la terapia è chirurgica.

Cronica

La parodontite cronica può essere sia lieve che grave. Il fattore in questo caso è il tempo. Diventa cronica quando dura negli anni.

Associazione con altre malattie

Da anni si riconosce la relazione tra parodontite e malattie cardio-vascolari e tra parodontite e diabete. Nel primo caso, soprattutto chi soffre di malattie cardiache deve tenere bene a mente che i batteri collegati alla parodontite possono girare per l’intero organismo e depositarsi nei punti di fragilità, in questo caso nel cuore. Per cui, in primis chi ha subito interventi alle valvole cardiache deve temere l’endocardite batterica che si associa talvolta ai batteri orali.

Per quanto riguarda il diabete, chi ne soffre può essere maggiormente propenso alla parodontite proprio per la caratteristica tipica del diabetico che è l’avere più zucchero in circolo del normale. Tuttavia un’accurata igiene orale e controlli periodici, così come un diabete compensato, possono scongiurare i pericoli.

L’HIV, principalmente per l’immuno-depressione a cui la patologia si associa, può portare alla malattia parodontale e alla perdita dei denti. Oggi tuttavia le cure per l’HIV hanno raggiunto livelli molto elevati e pazienti che ne sono affetti possono condurre una vita normale anche dal punto di vista dentale. D’altro canto se un malato di HIV soffre anche di parodontite è importante tenerla sotto controllo per evitare che i batteri della bocca attacchino altri distretti corporei.

Anche il bruximo può essere una concausa di malattia parodontale, in quanto il continuo digrignare può indebolire il legamento che tiene saldo il dente all’osso e in questo modo facilitare l’ingresso dei batteri.

Alla parodontite si possono associare anche malattie autoimmuni in quanto queste malattie che coinvolgono l’organismo possono ripercuotersi anche sulla bocca determinando un’alterazione dell’ecosistema batterico che porta alla parodontite. La causa principale è comunque la placca e il non lavarsi accuratamente i denti, ma la malattia autoimmune predispone e aggrava il problema.

Parodontite e impianti

Gli impianti rappresentano l’ultima ratio della parodontite. Quando la parodontite porta alla perdita dei denti e alla loro necessaria sostituzione si ricorre agli impianti. Spesso i pazienti che hanno perso i denti a causa della parodontite sono dubbiosi circa la terapia implantare, convinti che gli impianti possano fare la stessa fine dei denti già persi. Invece non è così, in quanto impianti e denti sopravvivono in due ecosistemi osseo-gengivali completamente differenti e l’unico pericolo per gli impianti è legato al fatto che questi pazienti possano troppo facilmente dimenticare di lavarsi denti, fatto questo che impone una rieducazione all’igiene orale corretta.

La terapia

Come accennato in precedenza la terapia per la malattia parodontale può essere essenzialmente di 2 tipi, ovvero chirurgica e non chirurgica.

Chirurgica

Consiste in interventi che hanno lo scopo di ridurre il progredire della malattia e fra questi si possono menzionare i lembi a cui si associa la levigatura delle radici.

Una curiosità:
il piezosurgery. Mentre un tempo si utilizzavano principalmente le curettes, una sorta di micro-scalpelli che avevano lo scopo di levigare la superficie delle radici per far sì che la gengiva tornasse ad attaccarvicisi, oggi da Zenadent come nei migliori studi che si occupano di queste problematiche, si utilizza il piezosurgery, un particolare strumento che funziona con vibrazioni piezoelettriche, peraltro inventato proprio a Genova, che agisce in maniera molto efficace e delicata, promuovendo la rigenerazione dei tessuti.

Non chirurgica

La terapia non chirurgica riguarda essenzialmente manovre di igiene orale professionale con rimozione periodica dei depositi di tartaro a cui si associano istruzioni per l’igiene orale domiciliare.

In entrambi i tipi di terapia si prescrive sempre l’utilizzo per un certo periodo di colluttori a base di clorexidina.

Dobbiamo poi menzionare la laserterapia che inizia ad essere un realtà ampiamente documentata e permette di effettuare interventi principalmente legati alla decontaminazione batterica delle tasche parodontali.

Infine ricordiamo che Zenadent nelle procedure di chirurgia parodontale associamo ai materiali tradizionali l’utilizzo del PRGF, ovvero il plasma ricco in fattori di crescita che viene realizzato direttamente centrifugando con apposite apparecchiature il sangue dei nostri pazienti e promuove la rigenerazione dei tessuti con il massimo della biocompatibilità.

Perchè scegliere Zenadent?

Il detto “prevenire è meglio che curare” rientra perfettamente nel concetto di cura delle malattie parodontali. Molte volte infatti è sufficiente una educazione al mantenimento di un’igiene orale più accurata, che può radursi molto semplicemente nello spazzolare bene i denti.

Nonostante questo è fondamentale eseguire controlli periodici dal dentista in modo particolare se si ha il sospetto di soffrire di parodontite. Da Zenadent possiamo effettuare direttamente in studio una TAC 3D alla tua cavità orale, che permette di capire subito quali sono le condizione di salute della bocca e quali sono le soluzioni migliori da adottare per risolvere il problema.

Pensi di soffrire di parodontite e necessiti di un controllo?