Quali sono le controindicazioni degli impianti dentali?

Conoscere il paziente e la sua storia clinica è il primo passo per il buon esito di qualsiasi intervento di implantologia ed evitare, quindi, le più diffuse controindicazioni degli impianti dentali.

Prima di intraprendere un trattamento odontoiatrico, infatti, è necessario svolgere un’anamnesicompleta del paziente per individuare eventuali patologie che possono influire con interventi di implantologia.

In questa fase vengono attentamente valutati

  • lo stato di salute generale del paziente
  • patologie pregresse o presenti
  • l’eventuale assunzione di farmaci
  • pregressi interventi chirurgici.

È chiaro che un paziente di lunga data, che svolge i controlli periodici dal dentista o che ha affrontato già altri interventi presso lo stesso professionista sarà avvantaggiato rispetto ad un nuovo paziente, la cui storia clinica andrà completamente ricostruita.

Che si tratti di un nuovo paziente o di un cliente abituale, prima di qualunque intervento, da Zenadent viene compilato insieme al consenso informato a operare, obbligatorio per legge. Solo in questo modo il medico avrà presente la condizione clinica del paziente e potrà valutare tutti i possibili rischi.

Le controindicazioni sugli impianti dentali possono riguardare condizioni patologiche che possono gravare sia sul risultato dell’intervento stesso che sulla guarigione e la durata dell’impianto. Vediamo insieme quali possono essere le problematiche legate all’implantologia.

 

Rigetto e allergie

Spesso si sente parlare di rigetto fisiologico degli impianti da parte dell’organismo, ma si tratta di una terminologia poco corretta che veniva associata alla mancanza di osteointegrazione, dovuta soprattutto alla scarsa qualità dei materiali utilizzati o alla poca esperienza di chi effettuava l’intervento.

Oggi si parla invece di malattia implantare, legata all’insorgenza di eventi batterici. Per evitare la possibile perdita di un impianto, quindi, è indispensabile seguire una corretta igiene orale, effettuare controlli periodici e attenersi alle indicazioni del dentista, soprattutto nei 40 giorni successivi all’intervento, per favorire la completa guarigione dell’impianto.

 

Quanto dura il fastidio?

Durante l’operazione di inserimento dell’impianto dentale il paziente non sentirà alcun tipo di dolore, se ciò viene associato a una buona esperienza del chirurgo e a una buona qualità dei materiali anche il decorso avrà tempi di recupero migliori, sopratutto quando, come da Zenadent, l’intervento è eseguito in sedazione cosciente.

Ci vogliono circa dai tre mesi ai sei mesi per ottenere una perfetta osteointegrazione tra osso mascellare o mandibolare e impianto, anche se il tempo è molto soggettivo e varia da persona a persona.

Nei giorni successivi all’operazione è comunque normale un po’ di fastidio ma con gli antibiotici o gli analgesici prescritti dal dottore sarà più facile gestire il tutto. Possono verificarsi anche dei sanguinamenti dei quali non bisogna assolutamente preoccuparsi ed è possibile gonfiarsi, anche questo fattore è normale ed è risolvibile con l’utilizzo di farmaci cortisonici.

 

I limiti dell’implantologia: a chi è sconsigliata?

Gli impianti dentali sono interventi veri e propri. Proprio per questo è importante porre la dovuta attenzione alla situazione di partenza del paziente. Ci sono, infatti, varie controindicazioni agli impianti che si possono suddividere in assolute e relative. Vediamole insieme.

 

Controindicazioni assolute degli impianti dentali

Per controindicazioni assolute, si intendono le condizioni che non permettono la realizzazione degli impianti dentali. Ecco quali sono.

  • Assunzione di farmaci bifosfonati: questi medicinali sono utilizzati per la cura dell’osteoporosi grave e in caso di tumori con metastasi ossee. Coloro che li assumono devono sempre informare il proprio dentista in quanto gli effetti indesiderati più gravi si hanno proprio a livello delle ossa mascellari.
  • Paziente in corso di chemioterapia: d’accordo con il medico oncologo si potrà procedere all’intervento di implantologia una volta terminate le cure e nei tempi da stabilirsi.
  • Paziente in corso di radioterapia nel distretto oro-faringeo (bocca, lingua, primo tratto digerente). Vale lo stesso discorso fatto per la chemioterapia.
  • Diabete non controllato con valori molto elevati di glicemia. Per questi pazienti il rischio di insuccesso, soprattutto a lungo termine è elevato. È bene quindi che, prima di sottoporsi a intervento implantologico, provvedano a riportare i valori di glicemia entro range idonei sotto la cura di un medico diabetologo.
  • Paziente con patologia cardiaca in corso di terapia antiaggregante annuale. Per questi pazienti è necessario aspettare che trascorra l’anno di terapia, poi, di comune accordo con il cardiologo e compatibilmente con le cure successive, procedere all’intervento d’implantologia.
  • Paziente fortissimo fumatore: più di un pacchetto o due al giorno. Come diciamo sempre ai “nostri” fumatori incalliti, se l’obiettivo è quello di ottenere una guarigione al 100%, ogni sigaretta fumata al giorno, abbassa di un punto questa percentuale.

 

Controindicazioni relative degli impianti dentali

Le controindicazioni relative sono quelle che impongono particolare cautela nella realizzazione degli impianti. Vediamo quali sono.

  • Paziente forte fumatore: circa un pacchetto al giorno. In questi casi, consigliamo sempre e comunque di smettere di fumare (ovviamente non solo per la salute della bocca), al fine di ridurre la possibilità di insuccesso dell’implantologia.
  • Paziente in corso di terapia anticoagulante, con farmaci tipo Coumadin. In questi casi si può comunque procedere con l’intervento di implantologia, è importante tuttavia prevedere un eventuale sanguinamento, per lo più tardivo, e mantenersi in contatto con il medico curante al fine di valutare terapie sostitutive (tipo eparina). A tal proposito è bene ricordare che il tipo di circolazione sanguigna che si ha in bocca è del tipo cosiddetto “terminale”, non ci sono cioè grossi vasi, a parte le arterie palatine, e quindi solitamente il sanguinamento, anche in pazienti scoagulati, in corso di intervento implantologico, non è quasi mai eccessivo. Da Zenadent curiamo routinariamente e con successo pazienti in cura con questo tipo di farmaci.
  • Paziente diabetico controllato. Il diabete, controllato, con valori di glicemia nella norma, non presenta una vera e propria controindicazione all’implantologia. Se di siamo rigorosi con l’igiene orale, con i pazienti diabetici, ancorché sotto controllo, lo saremo di più. Da Zenadent abbiamo numerosi casi di successo a lungo termine in implantologia eseguita su pazienti diabetici.

 

I pazienti anziani e molto anziani possono fare gli impianti?

La risposta è: assolutamente sì. Non c’è un limite di età per l’implantologia. Da Zenadent il dott. Fabio Schirripa ha eseguito interventi di implantologia a carico immediato (impianti e denti fissi in una seduta) a pazienti di 90 anni.

Spesso inoltre nel paziente molto anziano, portatore da molto tempo di protesi mobile, l’implantologia resta l’unica strada per poter masticare e nel vero e proprio senso della parola, sopravvivere, in quanto le protesi mobili non stanno più su in nessun modo e con gli impianti, in una sola seduta, si può per sempre cambiare vita, ad un costo che possiamo definire davvero accessibile.

Da Zenadent lavoriamo con un anestesista sempre in studio, che oltre a effettuare la sedazione cosciente monitora costantemente i parametri vitali dei nostri pazienti, garantendo la loro serenità e la ottima riuscita degli interventi.