Stampa 3D e la rivoluzione nell’odontoiatria

La stampa 3D è la massima evoluzione dei tradizionali sistemi di stampa. Anche se presente da molti anni, è abbastanza nuova nel settore odontoiatrico, in forte crescita negli ultimi anni. Applicarla al settore odontoiatrico significa garantire ai pazienti un risultato di altissima precisione a fronte di zero fastidio in quanto la scansione è rapida, lo scanner è piccolo e l’invasività risulta nulla.

Il flusso di lavoro digitale è il futuro nel settore odontoiatrico e nella odontoiatria estetica, tanto che la stampante non rappresenta il solo aspetto della questione. Uno degli aspetti fondamentali infatti è anche il software che scannerizza la bocca per la sua modellizzazione, poiché il primo passo del flusso odontoiatrico digitale arriva proprio dal software. La precisione e l’utilizzo di materiali innovativi consentono la realizzazione di impianti sicuri e duraturi nel tempo per comfort e qualità a lungo termine.

Il nostro Dott. Fabio Schirripa, in merito all’esperienza di utilizzo della tecnologia della stampa 3D nello studio, sostiene:

“Noi tocchiamo tutto ciò con mano ogni giorno, perché l’utilizzo degli scanner e della stampante è diventato parte integrante del nostro mondo e del nostro lavoro, così come lo erano fino a ieri e lo sono tutt’ora per molti, i cucchiai per le impronte e il gesso per i modelli.”

Quali vantaggi porta la stampa 3D nel settore odontoiatrico?

Con la stampa, la pianificazione degli impianti e delle guide chirurgiche forniscono una elevata precisione di posizionamento. I denti e i modelli stampati in 3D consentono un flusso di lavoro efficiente per i dentisti e per i tecnici dentali, il che si traduce in risparmi di tempo e di denaro sia per i dentisti che per i pazienti.

Uno dei vantaggi più importanti che la stampa 3D porta nel settore odontoiatrico è che sicuramente consente di risparmiare molto tempo all’odontotecnico e/o al dentista, in quanto, avendo una stampante 3D in studio immediatamente trasformare l’impronta in un modello fisico su cui eseguire i lavori.

Nel nostro studio ci serviamo delle stampanti 3D per la cura di uno o più denti danneggiati, o interamente da sostituire, grazie alla collaborazione di macchine di ultima generazione. Tramite il nostro software, siamo in grado di rilevare l’impronta dentale tramite uno scan della cavità orale, non invadente e di breve durata. Dopo l’elaborazione virtuale è possibile ricostruire tridimensionalmente modello dentale con l’ausilio del materiale idoneo direttamente nel nostro studio. Per lavorare sulle dimensioni molto piccole è richiesta una cura e una precisione che solo i macchinari più moderni sono in grado di offrire.

Stampa 3D e utilizzo degli scanner intra-orali

La stampa 3D è entrata nella nostra pratica quotidiana anche grazie all’utilizzo degli scanner intra-orali, che permettono di rilevare le impronte delle arcate dentarie senza l’utilizzo delle fastidiosissime paste. Con gli scanner intra-orali vengono scannerizzate in pochi minuti le arcate dentarie e grazie alla stampante 3D vengono realizzati i modelli solidi di quanto rilevato poco prima virtuale.

Le lavorazioni che si possono realizzare con questo processo sono: protesi fissa su denti naturali, protesi fissa su impianti e guide chirurgiche. I vantaggi invece, oltre a quelli elencati in precedenza, possono essere ulteriori e specifici per l’utilizzo degli scanner intra-orali. In primis non verrà effettuata nessuna impronta tradizionale e verrà ottenuta una estrema precisione nella lavorazione, per la presenza di un unico passaggio per arrivare al lavoro finito.

In Liguria siamo all’avanguardia nell’utilizzo di queste tecnologie e tra i primi ad avere una stampante 3D direttamente in studio, pronti a portare ai nostri clienti tutti i vantaggi possibili.

Rispetto ad un modello tradizionale, il modello 3D è quindi un’alternativa più stabile, duratura e precisa, con una struttura più complessa ma anche molto più dettagliata. Un flusso digitale che termina con una stampa 3D spesso comporta un risultato più preciso, lasciando fuori errori e inesattezze che possiamo invece incontrare con il metodo convenzionale di raccolta dell’impronta.

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