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Nel greco antico, gnatus significava “mascella”. Da qui nasce la parola gnatologia, utilizzata per indicare quella branca della medicina che si occupa dello studio e della cura dei disturbi relativi alla masticazione, alla deglutizione e alla fonazione. La gnatologia, infatti, tratta tutte le patologie legate alle articolazioni temporo-mandibolari, alla mandibola, alla mascella, alla lingua e ai denti, e collabora con l’ortodonzia per risolvere problematiche quali:

  • Bruxismo
  • Acufeni
  • Malocclusioni
  • Vertigini
  • Dolori alla mascella
  • Problemi posturali

Quando rivolgersi ad uno gnatologo?

Il lavoro dello gnatologo viene spesso confuso con quello del dentista ma si tratta di due figure professionali in realtà molto diverse. Quando rivolgersi allo gnatologo, quindi?

Se si soffre di uno di questi sintomi:

  • Blocco della mandibola
  • Digrignamento dei denti
  • Dolori alla testa, al collo, al viso, alla mascella, all’orecchio strettamente correlati a una malocclusione della mandibola
  • Cefalea e vertigini
  • Acufeni
  • Clic mandibolare

Esiste sempre una stretta collaborazione operativa tra gnatologo, odontoiatra e posturologo, tanto che alcuni di questi disturbi richiedono il coinvolgimento di tutte e tre le figure professionali per trovare una soluzione definitiva.

Come si svolge una visita gnatologica?

La visita gnatologica ha come obiettivo principale quello di capire se i disturbi provati dal paziente sono in qualche modo correlati ad una malocclusione della mandibola.

Innanzitutto, si procede alla raccolta dei dati sul paziente e sulla sua storia clinica. Poi si effettua una valutazione approfondita dello stato masticatorio del paziente, esaminando nel dettaglio la struttura mandibolare, l’occlusione, le articolazioni temporo-mandibolari e i movimenti dell’apparato masticatorio. Può risultare necessario effettuare degli esami strumentali o diagnostici per completare il quadro clinico del paziente, come una risonanza magnetica, un’ortopanoramica o una kinesiografia mandibolare, per monitorare il meccanismo di apertura/chiusura della bocca ed identificare eventuali movimenti scorretti. 

Al termine della visita, lo specialista si occuperà di stilare il piano di trattamento più adatto alla problematica del paziente.

Molto spesso il trattamento prevede l’utilizzo di appositi strumenti dentali, i bite, con lo scopo di rilassare i muscoli mandibolari e decomprimere le articolazioni. In altri casi, invece, può consistere in specifiche manovre ed esercizi per ripristinare la corretta mobilità della bocca. Nelle situazioni più gravi, lo gnatologo potrebbe suggerire un intervento chirurgico maxillo-facciale.

Creiamo trattamenti personalizzati per soddisfare le esigenze di ogni paziente!